BFM 37
Bergamo Film Meeting

Ho 14 anni – Ah, è un pò vecchio per il ruolo – Oh si, ma non sono così grande, quindi […] – Sembri di 12 anni e mezzo, non pensi? – Beh, si, quindi ha detto di aver bisogno di un ragazzo che sia beffardo. Ecco perché … perché io non sono uno di quegli intellettuali, io proprio no […] – E dimmi, nella vita sei piuttosto triste o allegro? – Oh, io sono decisamente allegro, non sono triste! (Jean-Pierre Léaud e François Truffaut prima delle riprese di Quatre Cents Coups)

Inizia così il grande sodalizio. E Léaud, che non immaginava certo di diventare il depositario della memoria di un cinema che dagli anni ’30 arriva alla Nouvelle Vague, beffardo lo è sempre rimasto. L’energia che sprigiona in corsa ancora bambino lascia il passo ad uno sguardo a volte timido e in perenne stupore, a volte deciso e affabulatore. L’immagine di BFM 37 immortala il Léaud bambino (in fuga, in Quatre Cents Coups di F. Truffaut), il Léaud ora sedotto ora seduttore (assieme a Catherine Duport in Masculin Féminin di J-L. Godard) e il Léaud maoista, sguardo assertivo e rivoluzionario (La Chinoise di F. Truffaut). Le singole immagini si moltiplicano (in realtà si sviluppano) sullo stesso piano, lasciando trapelare un ciclo potenzialmente infinito (e mai uguale) di sensazioni e reazioni, animate da un’inquietudine di fondo che rende Léaud un personaggio complesso e fragile.

Allora i tuoi genitori non saranno contenti di saperti qui – Non importa, sono contento io 

“Compie un quarto di secolo, e si candida al titolo di Festival lombardo più longevo. Di certo è uno dei più colti e raffinati, oltre che dei più amati dal pubblico”

Alberto Pezzotta — Corriere della Sera

 

“Il bel cinema fa movida. I film in concorso che imbottiscono la sala più di un cinepanettone. Le lunghe code sotto la pioggia battente. I nottambuli che domenica si sono fermati fin oltre alle due di notte per Lo scandalo del vestito bianco con sir Alec Guinness. Cronache di un prodigio ricorrente in Piazza della Libertà”

Fabio Cuminetti — Corriere della sera

 

“… l’unico Festival internazionale in Italia che sappia ancora divertirsi e divertire col cinema, esumando capolavori e rischiando la vita con i cineasti del presente”

Mario Serenellini — La Repubblica

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